11 gennaio 2026 presso il Palazzo delle Istituzioni Italiane di Tangeri alle ore 12:00
In occasione del 2500° anniversario della fondazione di Napoli, questo concerto rende omaggio alla figura femminile nel Mediterraneo, ponte tra culture, lingue e sensibilità.
Napoli, come Tangeri, è una città costiera, crocevia di popoli e civiltà. La sua musica intreccia influenze greche, arabe, francesi e spagnole in un dialogo costante di influenze artistiche e spirituali.
La donna mediterranea è voce, memoria e forza creativa. È madre, è ispirazione. Una presenza profonda che risuona anche nella cultura musicale marocchina, dove il canto femminile e la spiritualità sufi incarnano forme elevate di identità e appartenenza.
L’essenza femminile alla base della civiltà mediterranea.
I canti femminili tessono sentieri invisibili attraverso i quali un sapere intangibile si trasmette da una sponda all’altra del Mediterraneo, nutrito da un continuo scambio tra le terre bagnate da questo mare.
Un dialogo polifonico tra donne di paesi e culture diverse, unite da questo stesso mare, intraprende un viaggio alle fonti di un’identità condivisa.
Le interpreti:
L’ensemble musicale femminile Rhoum EL BAKKAL, un gruppo di giovani donne dai 15 ai 22 anni, chiamato Akhawat Al-Fane Al-Assil (“Le Sorelle dell’Arte Originale”), guidato da Rahoum Bekkali, l’attuale custode della Hadra di Chefchaouen, un importante patrimonio di parabole e poesie religiose, invocazioni e canti popolari.
L’ensemble Akhawat Al-Fane Al-Assil si dedica a preservare questo patrimonio ancestrale del Sufismo e delle tradizioni popolari, infondendolo di creatività e originalità. I testi delle canzoni sono poesie arabe tratte dalla tradizione della famiglia Bekkali e dal repertorio sufi dei canti Sama’a, composti da maestri della tradizione arabo-andalusa come Ali al-Halabi, Abu Mohammed al-Harraq e al-Shushatri. Per l’Hadra, le cantanti indossano i costumi tradizionali delle feste femminili del Rif. Alcune siedono a terra in semicerchio, altre suonano vari tamburi (bendir, darbuka, tabl, tar, ta’rija); altre ancora cantano in piedi, battendo le mani e ondeggiando in tutte le direzioni secondo le tecniche di trance leggermente stilizzate dell’Hadra femminile. La solista (munshida) Sana Kallouche, dotata di una voce splendida, impreziosisce delicatamente le melodie, supportata da un armonioso coro femminile. A volte canta da sola o accompagnata discretamente dall’oud di Rahoum Bekkali. La Hadra delle donne di Chefchaouen affascina tanto per la poesia dei suoi testi e delle sue melodie quanto per la bellezza della sua forma visiva e coreografica. Partendo da un’energia vivace e maestosa, la Hadra introduce gradualmente movimenti ritmici che prendono vita a poco a poco grazie alle percussioni e alla zaghrudah delle giovani donne (un grido tipico delle donne arabe), raggiungendo il culmine in una sorta di estasi che ne costituisce l’essenza stessa.
Il soprano Letizia Calandro, accompagnata da Sonia Maurer alla chitarra e Valentina Ferraiuolo al tamburello, racconta, attraverso i suoi canti, un’identità condivisa e fluida, forgiata da radici comuni, affinità emotive e preziose influenze musicali tra le due sponde del Mediterraneo. Una bellezza autentica, che unisce passione popolare e raffinatezza espressiva.
I momenti musicali condivisi permetteranno, attraverso una comune identità sonora mediterranea, di far dialogare la tradizione musicale napoletana con quella della Hadra di Chefchaouen.